Poesie
Poesie

Alba d'autunno
Alba d’autunno,
Flebile luce
Di rosa vestita,
Tra rami spogliati
Dal freddo e dal vento,
Fresco pigmento
Che colma i miei occhi,
Che indora le nubi
Ancora sopite
Nel sordo torpore
D’un cielo d’argento.
Era ed è stato
Un attimo immenso,
Un trovare il senso
Del nuovo sole,
Far pace col mondo,
Col bene, col male,
Perché forse in fondo
Quello che vale
È dal fato nascosto:
È quando torna la luce
Che la notte ha il suo posto,
È quando svetta il giorno
Che a valle c’è pace
E della vita il ritorno.
Ti osservo in silenzio,
Da lontano
Il mio cuore ti stringe,
La tua luce mi scalda
E del tuo rosa
Il mio sguardo si tinge.

Primavera
Frizzi e sguazzi
Come impazzito,
Ruscello tornito
D’azzurri tuoi spruzzi,
Fronda fiorita
Al vento che sfiora,
Ed il sole colora
Smeraldo la vita,
Goccia languente
Sul suolo che ferve,
Araldo che serve,
Fedele e latente,
La nuova stagione
Di sole e di pioggia,
Che cela e che sfoggia
Il frutto in passione,
I germogli ricolmi,
Lo stelo del fiore
E i sogni d’amore
Di cui tu ci colmi,
Giovane Ero,
Che il torbido mare
Privò dell’amore,
A cui un cero
Offrivi ogni sera:
Per lui fu la luce
E per voi fu la pace
Eterna in Primavera.

Bruma
Aire serena
D’azzurro pigmento,
Tralci in piena,
Sussurro del vento
Che spoglia la vita
Dell’albero antico
E foglia smarrita
Si posa all’amico
Cielo autunnale
E, gioia di festa,
Cade e poi sale.
Pioggia che mesta
Logori il legno
Di un vecchio steccato,
Sola sei segno
Del tempo cambiato.
Perle di vetro
Che ambite il terreno,
O un fiume ora tetro
Ed ora sereno,
Lampi di fuoco,
Vi vedo guizzare
Come in un gioco
E infine tu, mare,
Scuro e ansimante
Di onde e di spuma,
Col vento a levante
È tornata la bruma.

La sconfitta
Vita che cresce,
Vita che vale,
Bimbo che nasce,
Cuore che sale
Nell’aire celeste,
Eterna dimora
Dell’anima nostra,
Vita che ignora
Ogni suo male
E solo ricorda
Un giorno speciale,
Vita mia sorda
Al canto trionfale
Degli ori del mondo,
Anima tarda
Nel fango più immondo,
Vita codarda
Nel pianto dell’uomo,
Pazza è la mente
Nel male che è sano.
Non vale più niente
E non vado lontano
Credendo nel vero,
Ascoltando il mio cuore
E ad esser sincero
Non basta l’amore
A vincere il fumo
Nel cielo blu etereo
Di chi per volare
Usa l’aereo,
Di chi per sognare
Aspetta la morte,
Di chi nel dolore
Chiude le porte.
Sono da solo,
E questo mio volo
Forse non basta
Al Padre del Cielo,
La vita rimasta
Stenta nel gelo
Dell’arida terra,
Questo mio cuore
Palpita forse
Ancora per poco,
Troppe le corse
E scarso
Il calore del fuoco:
Perso mi sento
E perso ho nel gioco
Di un mondo-follia
Che getta al suo vento
La dolce poesia…
La vita mi ha acceso
Ma l’uomo mi ha spento,
Vago per caso,
Smarrito
Nel vento.

Vedo te
Vedo te e scopro un mondo illuminato da due soli,
Un cielo turchese senza nuvole, come sposa senza veli,
Nei cui occhi azzurri si perde il mio cuore
Che ritrova sé stesso, il suo palpito migliore,
Come se in loro, nel loro riflesso, io fossi più io,
Come se nel coro, non nell’assolo, si celasse Dio.
Vedo te e vedo l’aquila che si libra tra cime innevate
E si riscopre nella sua ombra, che tra le rocce, nelle vallate,
Veleggia scolpita dai venti, più grande e più maestosa
Dell’aquila stessa, come se quell’effige silenziosa,
Planando tra i canti placati degli altri animali,
Parlasse di lei più dei suoi artigli e delle sue ali.
Vedo te e vedo l’onda in cui si specchiano le stelle
Che, danzando al respiro del mare, sembrano ancora più belle.
La loro luce ha solcato solitaria l’universo intero
Per raggiungere i flutti e scoprire, nel riverbero, il suo volto più vero.
Il sole è più sole, riflesso nei tuoi occhi,
I battiti del mio cuore, al tuo fianco, si fanno rintocchi,
Il mio sorriso, quando incontra il tuo, diventa più intenso,
Perché è nella tua vita che la mia vita ha un senso.
Sei per me, da sempre, il dono più prezioso:
Per questo ti amo e per questo ti sposo.

Il sorriso mio e di Elisa
(Guerra del Kosovo)
Come vorrei annullare
Tutto l’odio del mondo
In un tuo sorriso,
In queste notti di guerra,
In cui il cielo diviso
Fa tremare la terra
E con lei le mie mani
Che sfiorano a stento
I tuoi occhi lontani,
Come polline al vento
In un deserto di rabbia,
Che spara, che tace
E disperde nella sabbia
I semi della pace.
Come vorrei sentire la pelle
E i rintocchi del tuo cuore,
Vedere vere stelle
E non le bombe ed il calore
Delle fiamme di un Paese
Che ha poche terre e molte razze,
Poca fede e troppe chiese
E troppe armi nelle piazze
Per sperare di capire
Le ragioni di una voce,
Per sparare e per morire
Anche quando ormai è in croce.
Come vorrei abbracciare
Il respiro dei tuoi sogni,
Per poi con te liberare
Il mio cuore dai bisogni,
Aspettando il nuovo sole
Nel silenzio dei tuoi baci,
Che dan pace alle parole,
Per capire mentre taci
Che la terra fredda e il suolo
In cui credevo d’affondare
È già cielo in cui ora volo
Senza bisogno di volare.
Forse questo è poco, è niente
Per chi ha sangue tra le dita,
Forse è poco per la gente,
Ma non per la mia vita.
In questa notte di speranza
E di incubi in divisa
Porterò a chi armato avanza
Il sorriso mio e di Elisa.
FRAMMENTI DI CIELO
È un’antologia che raccoglie poesie nate e dedicate ai nostri paesaggi, perché frammenti di cielo sono appunto le poesie, in quanto frammenti ispirati ed ispiranti che proiettano il nostro essere nel più vasto cielo della vita oltre la vita, ma lo sono anche le foto presenti all’interno del libro (in copertina trovate il Resegone), in un parallelismo tra grafica e poesia, panorami e versi; sono componimenti ed appunti scritti nel corso di un’intera vita. Protagonisti espliciti od ispiratori “discreti” sono stati il Sentiero delle Vasche di Valmadrera, il Santuario di San Martino e la piana di San Tomaso, tanto frequentata durante l’adolescenza, così come il Resegone, il Barro, il Sasso di Preguda e i numerosi scorci del lungolago, tra Malgrate e Lecco, ammirati di stagione in stagione, sotto il caldo sole estivo o con la bruma autunnale.
Pubblicata On-Line su Amazon il 18 Luglio 2021 (305 pagine, formato 15×23)
Il diario di una vita in poesia.
Sabato 21 novembre 2020, svegliatomi di buon’ora per praticare la consueta sessione di Yoga, aprendo le portefinestre della sala, rimasi incantato e irretito da una fantastica alba autunnale; in quella occasione scrissi la mia ultima poesia, la più recente, la lirica che troverete alla fine di questa antologia.
La iniziai con l’obbiettivo di stendere appena un paio di righe, un commento ispirato ma sintetico al post che stavo per pubblicare nei social; rimasi invece spiazzato dalla composizione che ne scaturì dirompente, senza una mia precisa volontà, sorpreso da una purezza ed una sensibilità inattesa che alla veneranda età di quarantaquattro anni era tornata a colmare un cuore inascoltato da decenni e illuminare una mente rassegnata a schematismi e consuetudini che avevano oramai relegato l’arte dello scrivere in versi a un antico e rimpianto ricordo di gioventù.
Siamo luminose creature celesti che percorrono una temporanea parentesi terrena chiamata vita e la poesia è un ponte di parole, immagini ed emozioni che si estende tra queste due dimensioni parallele, un filo impercettibile che riunisce il cielo e la terra, ricuce la viscerale fisicità di pelle e sensi con l’eterea intangibilità di cuore ed anima.
La poesia parte dalle emozioni, gioie e dolori che l’esistenza terrena ci regala o infligge, per ricordarci e riportarci al cielo a cui apparteniamo; guida, riconduce il nostro sguardo disorientato, che facilmente si perde nella affannosa quotidianità di bisogni concreti o egoismi meschini, verso l’orizzonte infinito di luce, la straordinaria musica delle nostre vite, della natura, del creato che, per chi sa fermarsi e ascoltare, continuamente ci richiama a sé, al nostro rinnegato passato, che è anche il destino di tutti: il cielo oltre il cielo.
La poesia è un’àncora di parole, immagini, emozioni che pesca dal profondo, che illumina gli abissi e fa riemergere tra i flutti dell’anima i frammenti di quel mondo sommerso da cui tutti proveniamo ed a cui faremo ritorno al termine di questa difficile navigazione, la vita oltre la vita.